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Marina e Paolo
ACCOMPAGNAMENTO GIUDIZIARIO
Il minore vittima di Esperienze Sfavorevoli Infantili può essere coinvolto in diverse esperienze giudiziali che hanno tempi e obiettivi di breve periodo differenti.

Quattro Convenzioni internazionali fondamentali hanno chiesto che nelle legislazioni la comunicazione e l'ascolto siano introdotti come diritti del minore , ogni volta che egli sia coinvolto in procedimenti giudiziari.

Come si può notare, la normativa rinvia alla nozione di discernimento prevista dal diritto interno di ciascuno Stato firmatario. Diventa dunque necessario per gli operatori preposti alla tutela dei minori interrogarsi sul significato da attribuire al termine “capacità di discernimento”.

E' frequente che il minore, proprio per le caratteristiche della sua esperienza, venga coinvolto contemporaneamente in più procedimenti giudiziari. Qualora il coinvolgimento avvenga a livelli multipli, multiple saranno anche le posizioni processuali e le esigenze imposte da ciascuna di esse.
In tutti i casi, e specialmente nei casi di maggiore complessità come sopra tratteggiato, la preparazione del minore all'esperienza processuale diventa necessaria e strategica al fine di consentirgli una partecipazione informata e quindi consapevole.
A tutt'oggi nell'ambito del progetto Equal Tiama 20 bambini hanno già beneficiato di un accompagnamento giudiziario, sia nell'ambito del procedimento penale che li vede vittime e testimoni di reati e sia nell'ambito di differenti procedimenti civili. L'accompagnamento giudiziario del minore vittima di Esperienze Sfavorevoli Infantili ha come obiettivi:
1. la predisposizione delle condizioni necessarie all'esercizio dei diritti del minore:
•    ad essere informato circa la portata delle esperienze giudiziali che lo attendono
•    ad essere informato circa le conseguenze giuridiche delle proprie azioni in giudizio
•    ad esprimere la propria opinione nei diversi contesti giudiziari in cui viene coinvolto
2. la promozione della sua capacità di discernimento
3. la costruzione di una sintesi circa le sue diverse esperienze in giudizio al fine di coordinare le diverse azioni proponibili in modo coerente e conforme al suo interesse.
4. creare uno scambio virtuoso di informazioni con chi si occupa dell'accompagnamento pedagogico/sociale e con chi si occupa dell'accompagnamento clinico del minore.
5. scongiurare, per quanto possibile, che le esperienze giudiziarie costituiscano una nuova occasione di vittimizzazione.
Il modello di accompagnamento giudiziario da noi proposto prevede la costituzione di un'equipe multi-disciplinare, di cui i componenti essenziali sono il consulente legale, l'assistente sociale, lo psicologo.
Nell'ambito di tale accompagnamento, ed in particolare del perseguimento dell'obbiettivo che mira ad un'informazione più completa possibile del minore e dei datori di cure, abbiamo ritenuto opportuno individuare alcuni sussidi differenziati per età:
 -  Marina era nei guai
 -  La storia di Paolo