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Assistenza psicologica e legale - Area bambini
Il minore vittima di esperienze traumatiche  può essere coinvolto in diverse esperienze giudiziali: ad esempio, procedimenti del Tribunale Ordinario civile per la definizione dell’affidamento ai genitori separati o divorziati in conflitto; procedimenti presso il Tribunale per i Minorenni per l’adozione di provvedimenti relativi alla potestà dei genitori nei casi di condotte pregiudizievoli di questi ultimi; procedimenti penali in cui sia vittima, o testimone, di maltrattamento grave o abuso sessuale; procedimenti del Tribunale per i Minorenni per reati da lui commessi. Nei vari contesti, a volte contemporanei,  il minore può assumere il ruolo di testimone, vittima-testimone, imputato, parte processuale.
Sia la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 sia  la Convenzione Europea di Strasburgo sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, del 25 gennaio 1996, ratificate e quindi leggi del nostro Stato a tutti gli effetti, hanno introdotto come diritti del minore l’informazione e l’ascolto ogni volta che egli sia coinvolto in procedimenti giudiziari.
La preparazione del minore all’esperienza processuale diventa necessaria al fine di consentirgli una partecipazione informata e quindi consapevole ed efficace; va purtroppo detto che nonostante le indicazioni di legge tale preparazione ancora avviene soltanto in una minoranza dei casi. Invece il minore va accompagnato e ne va promossa la capacità di comprendere, esprimere opinioni, prevedere le conseguenze delle proprie azioni in giudizio. Soprattutto occorre scongiurare il rischio che le vicende giudiziarie costituiscano una nuova occasione di vittimizzazione, in cui il minore si senta confuso, impotente, incapace di farsi ascoltare e di proteggersi.
Sulla scorta della nostra esperienza il compito di preparazione può essere bene svolto da un’équipe multi-disciplinare, di cui i componenti essenziali sono il consulente legale, l’assistente sociale, lo psicologo.
Abbiamo inoltre verificato l’efficacia di alcuni sussidi, da noi costruiti sulla scorta della letteratura internazionale e della nostra esperienza, differenziati per età:
 uno strumento per l’informazione del minore con età compresa tra i 4 e gli 11 anni, vittima e testimone di abuso sessuale, che deve essere ascoltato nell’ambito del processo penale (“Marina era nei guai”).
Lo strumento consiste in un video composto da 24 vignette animate, accompagnate da una voce narrante, e in un libretto con pagine interattive che ripercorre il contenuto delle vignette. Attraverso il racconto della  storia di Marina,  piccola vittima di un abuso sessuale da parte dello zio, le vignette consentono, oltre che di illustrare in maniera chiara le modalità con cui verrà effettuata l’audizione  nel processo, di toccare gli aspetti emotivamente più delicati che i bambini sono chiamati ad affrontare in queste situazioni. La visione delle vignette dovrà sempre essere accompagnata da un adulto
 uno strumento diretto a minori di età compresa fra i 12 e i 18  anni che dettaglia tutte le altre procedure giudiziarie attraverso un sito web costituito da pagine interattive (“La storia di Paolo”). Attraverso  la narrazione in prima persona della storia di un ragazzo che vive in una famiglia multiproblematica si  accede, attraverso dei link che partono dalle pagine base, ai vari soggetti, istituzioni, procedimenti della realtà giudiziaria che può coinvolgere un minore vittima di esperienze traumatiche.
Entrambi gli strumenti,  disponibili sul sito del Centro TIAMA, sono pensati come validi sussidi anche per i caregiver.