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Psicoterapia individuale - Area adulti

La psicoterapia dei soggetti adulti che da bambini/adolescenti sono stati vittime di esperienze traumatiche è finalizzata in primo luogo a cambiare le ‘lenti’ con cui viene letta l’esperienza negativa, ormai avvenuta, e a permettere  al paziente di ripristinare la  capacità di integrazione, archiviazione e controllo su pensieri, ricordi, comportamenti, stati psicofisici: capacità alterata dal trauma e base della sofferenza.
Fondamentale è l’idea che il trattamento del trauma sia un processo, che porta a rileggere l’esperienza traumatica, a privarla delle sue conseguenze permanentemente negative per l’immagine di sé e del mondo, a imparare modalità utili (coping) per ritornare ad avere una vita soddisfacente e per evitare le riattivazioni traumatiche. Il paziente diventa il protagonista di tale processo, all’interno del quale impara attivamente a comprendersi e a prendersi cura di sé.
I metodi e le tecniche utilizzate per facilitare il processo di guarigione in campo clinico sono molte e diversificate. Tuttavia ci sono straordinarie convergenze tra le principali teorie circa obiettivi e fasi del processo terapeutico. Diffuso è il suggerimento di adottare un approccio ‘multimodale’, che trae spunti teorici e tecnici da molte scuole di pensiero (psicodinamica, sistemico-relazionale, cognitivista) e si avvale della progettazione puntuale e mirata dell’intervento.
Forte è anche l’esigenza di integrare alle tradizionali tecniche psicoterapeutiche metodi riconosciuti come particolarmente validi nelle situazioni di trauma infantile, con l’obiettivo di migliorare la completezza di azione, la specificità,  il contenimento dei tempi, ricercando 'facilitatori' che possano sbloccare i funzionamenti post-traumatici. A tale scopo il trattamento integra, ove utile, l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) come metodo specifico per la risoluzione adattiva della patologia post- traumatica.
Se è difficile prevedere i tempi di un percorso terapeutico, possiamo tuttavia affermare l’orientamento a dimettere il più presto possibile, prevedendo eventualmente la ripresa del trattamento con obiettivi mirati e con tempi programmati in corrispondenza di particolari eventi della vita reale o di evoluzioni sul piano psicologico. In media i percorsi terapeutici prevedono sedute settimanali e si sviluppano nell’arco di un anno e mezzo.