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Progetto Pollicino

PROGETTO “POLLICINO”:  IMPARIAMO A LEGGERE I SEGNALI.
Un percorso per individuare precocemente la violenza sulle bambine e sui bambini e per
consolidare prassi che favoriscono il recupero del benessere delle piccole vittime.
gennaio 2009 - dicembre 2010
Il Progetto é stato realizzato con il contributo del Ministero delle Pari Opportunità


Territorio/territori di attuazione del progetto

Il progetto si sviluppa in Lombardia e ha una valenza interprovinciale (distretto di Luino,
Comune di Sondrio, zone di Milano e altri comuni periferici da individuare durante il
progetto). La Lombardia, nonostante la presenza di servizi pubblici e di centri specialistici,
presenta un numero di maltrattamenti superiore di 4 punti rispetto alla media nazionale.
Pertanto, resta ancora molto da fare in tema di sensibilizzazione e di rilevazione del
fenomeno. Inoltre un terzo del territorio è montuoso, isolato e disperso; è proprio a questi
territori a cui il progetto si rivolge. Il Comune di Sondrio, è capofila nel suo Ambito
Territoriale costituito da 22 comuni montani di piccole dimensioni e forte dispersione. Il
Servizio Politiche Giovanili e Sociali gestisce per tutti i comuni gli interventi di tutela e i
rapporti con il TM e il TO, i servizi educativi domiciliari, iniziative di sostegno alla
genitorialità, ecc. Il Comune di Luino è ente capofila del Distretto, costituito da 26 comuni,
distribuiti in maniera poco uniforme sul territorio, con ampie differenze di popolazione
residente e con evidente disomogeneità delle problematiche e dell’accesso ai servizi esistenti.
 

Descrizione sintetica del progetto
Si prevede la costruzione di reti territoriali nei Comuni partner di progetto e la realizzazione
di percorsi formativi d’aula e a distanza che tratteranno il tema della violenza sui minori.
Tale fenomeno può essere rilevato solo se si hanno gli strumenti adatti a leggerlo e, a tal fine,
bisogna riconoscere il funzionamento psicologico delle vittime, i fattori di rischio e quelli
protettivi che determinano una condizione di maggiore o minore vulnerabilità.
La FAD, realizzata da operatori specializzati, sarà utile in particolare a quei territori e a quei
contesti particolarmente isolati e decentrati dove è più difficile lavorare in rete ed usufruire
di formazione/aggiornamento continuo. Il percorso formativo prevede un ciclo di almeno 4
incontri rivolti ad operatori psico-socio-educativi che operano in prossimità delle situazioni di
violenza. Altri 3 incontri successivi, saranno dedicati a singole figure professionali
(insegnanti, educatori, assistenti sociali,ecc) a seconda dei bisogni evidenziati nella fase di
rilevazione iniziale. A ciò va affiancata una forte attività diffusiva e di scambio delle buone
pratiche tra gli operatori.
 

Obiettivi e azioni previste
1 Comprendere ed approfondire per intervenire: sensibilizzare, informare e specializzare i vari
attori territoriali.
2 Preparare e adattare i ruoli e le persone attraverso la sperimentazione di strumenti metodologici e
formativi innovativi per sviluppare e sostenere la rete territoriale.
 

Lista dei partners coinvolti
1 La Strada Società Cooperativa Sociale
2 Galdus Società Cooperativa
3 Comune di Luino (Varese)
4 Comune di Sondrio
 

Finalità del progetto: Quale specifico bisogno/problema affronta?
Il progetto contribuisce alla creazione e allo sviluppo di reti territoriali pluridisciplinari ed intersettoriali in grado di
rilevare precocemente, nella maniera più efficace ed efficiente possibile, fenomeni di violenza meno visibili a danno di
minori. Risponde inoltre alla finalità generale di garantire un livello di conoscenza omogenea, specialistica e
trasversale alle differenti professionalità nei territori decentrati e dotati di risorse limitate per garantire percorsi di
aggiornamento costante per tutti, grazie alla FAD.
 

Obiettivi specifici del progetto e a quali destinatari?
Il progetto ha l’obiettivo specifico di sensibilizzare e formare i professionisti che operano in
servizi di prossimità con le situazioni di violenza sui bambini/e al fine di:
- rilevare precocemente i segnali di violenze in atto o a rischio di insorgenza.
- intervenire tempestivamente, quando ancora sono possibili interventi “conservativi” sul
tessuto familiare a rischio.
- aiutare i soggetti preposti a costruire programmi di prevenzione estesi a tutta la popolazione
partendo dalle evidenze che verranno raccolte alla conclusione dei differenti percorsi
formativi.
I destinatari sono gli operatori che intervengono nei servizi socio sanitari territoriali quali
psicologi, medici, assistenti sociali, educatori, ecc, ma anche gli operatori che operano nel
mondo del privato sociale in servizi quali Comunità di accoglienza, Case rifugio, Centri
antiviolenza, Sportelli ascolto, Educativa di strada e domiciliare, ecc. Particolare attenzione
sarà dedicata alla formazione degli insegnanti (specie scuole materne ed elementari) e degli
operatori delle Forze dell’Ordine spesso chiamate ad intervenire nelle situazioni di emergenza
e particolare gravità.
 

Metodologia adottata
Nell’ambito del progetto Pollicino, si sono individuati come vincenti i seguenti approcci
metodologici:
1) Gli esperti coinvolti nel comitato di pilotaggio sono chiamati a confrontarsi sull’oggetto del
progetto e a mettere a punto gli strumenti per la rilevazione dei fabbisogni formativi dei
territori, per l’attività di monitoraggio e valutazione e a verificare che l’attività sia svolta nei
tempi e nei modi corretti. Si riuniranno almeno 3 volte nell’ambito del progetto: all’inizio, a
metà dell’attività formativa e prima dell’attività diffusiva;
2) condivisione e co-progettazione coi partner istituzionali dei territori;
3) implementazione di reti territoriali messe in atto e presidiate dai partner istituzionali;
sensibilizzazione del territorio attraverso un’attività promozionale tramite e-mail, mailing ed
eventualmente attraverso un workshop finalizzato ad illustrare l’innovatività e le
caratteristiche dell’iniziativa di formazione;
4) utilizzo della formazione frontale che sarà intervallata e seguita da una parte di formazione
e consulenza a distanza (FAD) a cui gli operatori frequentanti il corso potranno accedere. Ciò
consentirà non solo una condivisione ed un confronto fra gli operatori coinvolti nel percorso
ma anche una verifica dell’apprendimento dei contenuti proposti nelle lezioni frontali;
5) Forum e informatica come autoaggiornamento. L’uso della FAD consentirà ai
partecipanti di: mettere a punto la conoscenza del modulo formativo, approfondire alcune
tematiche svolte in aula, svolgere le esercitazioni e i casi affidati durante l’attività d’aula,
confrontarsi con gli altri partecipanti attraverso il forum, creare una vera e propria comunità di
operatori grazie alla quale scambiarsi le opinioni e le esperienze / buone prassi anche con gli
altri comuni e/o distretti aderenti all’iniziativa
6) Nella fase di formazione i diversi partner saranno chiamati a svolgere tutte le attività di
reperimento dei corsisti, coordinamento delle attività, predisposizione del materiale.
7) Seminario conclusivo per la restituzione e la valutazione condivisa delle attività progettuali.
 

Articolazione delle attività e organizzazione con i partners del progetto
Il progetto si articola in 3 fasi:
1) SENSIBILIZZAZIONE DEI TERRITORI: RILEVAZIONE DEI FABBISOGNI FORMATIVI dei
territori, COSTRUZIONE E/O IMPLEMENTAZIONE DI UNA RETE fra i soggetti operanti sul territorio
(per tutto il progetto), PROMOZIONE DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA.
I partner saranno responsabili di attuare questa fase sul loro territorio, concordando con il
capofila modi e tempi di attuazione, strumenti e contenuti formativi.
4 MESI dall’avvio del progetto.
2) EROGAZIONE DEL SERVIZIO
In questa fase verranno mesi a punto 6 PACCHETTI FORMATIVI di 7 giornate d’aula ciascuno (4
trasversali e 3 per target specifici) e momenti di formazione a distanza intervallati alle giornate
d’aula. Durante e a conclusione del percorso i formatori potranno dedicare alcune ore per
CONSULENZE a distanza.
Per questa fase si prevede un tempo di svolgimento di circa 10 MESI DAL 5° AL 14°. Le
consulenze potranno protrarsi ulteriormente.
3) DIFFUSIONE
L’attività di diffusione prevede sia l’utilizzo del forum e degli altri supporti informatici già
attivati durante la fase di formazione, la realizzazione di un seminario e di una relazione finali
 

Innovatività
Sono innovativi:
1) La compartecipazione dei partner alla definizione delle priorità territoriali e la cocostruzione
dei pacchetti formativi.
2) L’utilizzo della formazione a distanza.
3) I contenuti, gli strumenti e gli approcci formativi in quanto:
a. Si richiamano al modello ecologico di intervento e ai più recenti studi relativi alle
reazioni post traumatiche;
b. Utilizzano alcuni strumenti sperimentali come il “libretto di accompagnamento
giudiziario di minori”
c. Prevedono l’alternarsi sinergico di competenze terapeutiche, giuridiche,
psicologiche, educative.
 

Risultati finali attesi
1) Consolidamento di reti territoriali pluridisciplinari, (intese)
2) Omogeneizzazione dei livelli di conoscenza degli operatori delle zone periferiche.
Test IN e OUT (accreditamento ECM).
3) Riduzione di costi e tempi di lavoro grazie alla FAD e maggiore coinvolgimento dei
corsisti.
4) Coinvolgimento di almeno 120 corsisti.
5) Accesso a tematiche sulla violenza per target meno abituati a rilevare il fenomeno (es.
scuole, forze dell’ordine).
6) Dopo la chiusura del progetto, ci si attende un aumento delle segnalazioni di
situazioni di violenza ai danni dei bambini, prima poco visibili.
 

Trasferibilità e sostenibilità dei risultati nel medio e lungo termine
Il progetto, data la rete di relazioni professionali che i formatori e gli esperti già posseggono,
potrà essere facilmente replicato in altre regioni italiane, riducendo i costi di spostamento dei
formatori. Per trasferirlo sarà necessario stabilire accordi con Comuni, Province, zone
periferiche delle regioni in cui sono state emanate linee guida in materia di abuso e
maltrattamento.
Elementi a garanzia della sostenibilità: sensibilizzazione dei territori da parte dei soggetti
istituzionali, co-progettazione pubblico-privato, esistenza già sperimentata di una piattaforma
per la FAD.

                     -  ATTI DEL CONVEGNO FINALE  -  MILANO  19 novembre 2010  -

Il Programma

La Formazione A Distanza: Note generali  -  G. Sordelli

La Formazione A Distanza: Pollicino -  S. Lorenzini 

Gli esiti sul territorio:  Luino  -  C. Marzanati