Il Centro TIAMA é un servizio de


Equal TIAMA

PROGETTO EQUAL-TIAMA
luglio 2005 – febbraio 2008
Il Progetto é stato realizzato con il contributo dell'Unione Europea

Il Progetto attinge a un fondo europeo finalizzato a garantire pari opportunità e ha come principio di fondo la consapevolezza che spesso in società economicamente sviluppate le difficoltà di inserimento lavorativo, scolastico, di professionalizzazione sono dovute al persistere nel soggetto di funzionamenti post traumatici legati a Esperienze Sfavorevoli Infantili (abuso all'infanzia nelle sue varie forme nonché violenza assistita e allevamento in famiglie dal clima relazionale malsicuro e impredicibile, Felitti et al, 2001). Il riconoscimento di tale origine invita a investire nella ricerca di forme di trattamento e psicoeducazione efficaci/efficienti in età infantile e adolescenziale centrate su questa patologia, come passaggio indispensabile per arrivare a migliorare in futuro l'occupabilità. Intorno a questa problematica si è attivata l'attenzione di più strutture operanti a contatto con minori svantaggiati sul piano psicologico e nei percorsi formativi, che si sono costituiti come partner del progetto Equal-TIAMA. Essi sono: Associazione La Strada, Galdus, ESAE, Consorzio Scuole Lavoro (1) .
Il Centro TIAMA (Tutela Infanzia Adolescenza Maltrattata), che dà il nome a questo progetto, opera all'interno del Gruppo La Strada con esperienza pluriennale sul territorio milanese a favore dei minori vittime di maltrattamento e abuso e delle loro famiglie. Si propone come Centro specialistico ‘avanzato', che coniuga l'attività clinica di diagnosi e cura della patologia post traumatica conseguente alle esperienze di vittimizzazione nell'infanzia con l'attività di sensibilizzazione, formazione, ricerca, diffusione di ‘buone prassi' nel campo dell'abuso all'infanzia.
Il Centro si é ripromesso, attraverso il progetto Equal-TIAMA in cui ha operato per conto dei partner in campo clinico, psicoeducativo e legale, di migliorare ulteriormente le proprie conoscenze e le proprie tecniche diagnostiche, terapeutiche e di presa in carico, coerentemente ai principi ispiratori dell'intervento che lo caratterizzano (2) .
Il progetto si é sviluppato per macrofasi di diversa durata, tra loro temporalmente embricate e logicamente integrate:
•  revisione e selezione della più recente produzione scientifica in materia di Esperienze Sfavorevoli Infantili e delle forme efficaci/efficienti di trattamento della patologia post traumatica conseguente
•  individuazione delle direzioni più promettenti in cui andare a sviluppare conoscenze finalizzate all'intervento e costruzione di un modello organico dello stesso
•  formazione finalizzata ad acquisire o migliorare le capacità tecniche relative alle varie articolazioni di tale intervento e sviluppo di una rete di contatti tra professionisti interessati a questa casistica
•  messa in atto operativa dell'intervento nelle sue varie forme
•  valutazione dei risultati
•  diffusione dei risultati
•  condivisione con partner internazionali (Olanda, Portogallo) delle esperienze maturate.
E' stata effettuata una selezione della letteratura inerente il tema del rapporto tra Esperienze Sfavorevoli Infantili e problemi nella scolarizzazione e nella occupabilità, nonché inerente i più moderni interventi psicologici ed educativi mirati a trattare le conseguenze patologiche dei funzionamenti psicologici post traumatici Estratti dei testi rivisti sono stati periodicamente messi a disposizione sul sito
www.progettotiama.it (ad accesso riservato, dietro iscrizione). Per il modello complessivo dell'intervento rimandiamo al presente sito.

Nell'ambito della formazione correlata al tema si è concluso un primo percorso formativo di 20 ore, diretto a educatori e altri professionisti interessati al tema dell'abuso all'infanzia, di sensibilizzazione e inquadramento generale sul piano sociale, legale, pedagogico e psicologico (funzionamenti post traumatici, comportamenti a rischio in adolescenza).
E' seguito un secondo percorso formativo di 20 ore, diretto a terapeuti, sull'approfondimento della tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), in dieci seminari.
E' infine effettuato un terzo percorso formativo di 20 ore, diretto agli stessi allievi del primo, per la selezione e l'addestramento all'uso di strumenti valutativi e psicoeducativi in ambito educativo mirati a migliorare il funzionamento psicologico di soggetti vittime di Esperienze Sfavorevoli Infantili.
Per la fase di traduzione operativa del Progetto queste sono state le principali iniziative:


Valutazione dei funzionamenti post traumatici:


•  valutazione psicodiagnostica : integrando a tecniche più tradizionali 4 sedute dedicate alla sperimentazione di nuovi strumenti. Essi sono di due tipi:
- scale e questionari specifici, sia autosomministrati (Trauma Symptom Checklist for Children) sia compilati dai datori di cura (Trauma Symptom Checklist for Young Children, Child Sexual Behavior Inventory, Parent Stress Index) - test proiettivi come la Story Stem Battery, finalizzata ad analizzare e codificare i modelli operativi interni dei bambini da 3 a 10 anni sulla base delle teorie dell'attaccamento e già all'estero sperimentata proprio per i bambini vittime di abuso.

•  era stata ipotizzata anche la rilevazione del cortisolo salivare come indicatore di trauma.  La relazione tra cortisolo e stress, studiata da oltre 50 anni, è tutt'altro che semplice. E' certamente più nota la reazione di innalzamento del cortisolo a fronte di stress acuti in soggetti normali e di sopraelevazione costante dei valori di base in soggetti che hanno patito esperienze traumatiche croniche, come ad esempio nei bambini sottoposti a gravi esperienze di deprivazione. All'opposto gravi e perduranti situazioni traumatiche possono anche indurre reazioni di ‘spegnimento' massive, con soppressione anomala della secrezione del cortisolo. Poiché ci sono sistemi assai poco invasivi di misurazione del cortisolo (attraverso un prelievo di saliva), la sua misurazione sembra poter fornire un interessante indicatore non soltanto dell'esistenza nel bambino/adolescente di una reazione post traumatica in atto ma anche di poter orientare sul sistema difensivo adottato dal soggetto.  Questa parte del progetto ha trovato ostacoli alla sua realizzazione, ma gli studi preliminari effettuati potranno costituire la base per successive sperimentazioni.


Terapia:

•  Trattamenti di gruppo con le seguenti tipologie:

•  Gruppo di favole : terapia di gruppo specificamente studiata per bambini tra i 5 e i 10 anni, maschi e femmine, abusati sessualmente. Si basa sull'utilizzo della nuova metodica messa a punto da Marie-Christine Gryson-Dejehansart (Marsiglia, Francia), che utilizza l'invenzione di favole da parte dei bambini come modo per elaborare in maniera creativa i vissuti connessi all'esperienza traumatica.
L'uso della favola infatti aiuta il bambino a vedere più chiaro nelle proprie emozioni e a guardare in modo sicuro i propri vissuti tramite l'identificazione nei vari personaggi, scelti sulla base della risonanza affettiva. Sono stati attivati due gruppi , uno per bambini/e tra i 5 e gli 8 anni, e un altro per bambini/e tra i 7 e i 10 anni.
Il trattamento ha avuto la durata di 9 sedute di un'ora e mezza, con cadenza mensile; ogni seduta dura un'ora e mezza. Parallelamente è prevista l'attivazione di un gruppo per i ‘datori di cura' (genitori o educatori), avente come scopo il confronto sulle difficoltà nell'accudire bambini traumatizzati e l'aiuto nella loro gestione. E' stata effettuata una valutazione pre e post trattamento dei bambini partecipanti al gruppo per valutarne l'efficacia.

•  Gruppo di psicoterapia:
ha affrontato, con esercizi e tecniche psicoeducative, i temi critici principali che attraversano il funzionamento psicologico delle vittime di abuso sessuale, come fiducia e sicurezza, autostima, confini interni/esterni, dinamiche dell'abuso sessuale, comprensione delle strategie dell'abusante, immagine del proprio corpo e della propria mente come sani, autoprotezione, fattori di riattivazione traumatica. Il metodo si rifà ad esperienze americane (Grotsky et al, 2000, Group work with sexually abused children , Sage Publications, Thousand Oaks, CA). Il gruppo è composto da pazienti omogenei per genere, e può essere diretto a bambini/e o adolescenti, con opportuna scelta degli stimoli intorno a cui organizzare l'attività. Abbiamo composto un gruppo per bambine tra i 7 e i 10 anni. Il trattamento ha avuto la durata di 12 sedute di un'ora e mezza con cadenza quindicinale. Parallelamente è stata prevista l'attivazione di un gruppo per i ‘datori di cura' (genitori o educatori), avente come scopo il confronto sulle difficoltà nell'accudire bambini traumatizzati e l'aiuto nella loro gestione. E' stata effettuata una valutazione pre e post trattamento delle bambine partecipanti al gruppo per valutarne l'efficacia.

•  Gruppo di terapia per adolescenti abusanti:
ritenuto particolarmente efficace perché può facilitare l'accesso di pazienti difficili alle proprie parti disfunzionali, attraverso il confronto con altri coetanei con lo stesso problema. Si rifà ad esperienze di autori inglesi e canadesi. E' stato composto da adolescenti maschi tra i 14 e i 18 anni, che avessero almeno in parte riconosciuto l'abuso perpetrato e che provenissero da qualche esperienza infantile sfavorevole e traumatica (non necessariamente un abuso sessuale subito). Il trattamento ha avuto la durata di 15 sedute di un'ora e mezza con cadenza quindicinale. Parallelamente è prevista l'attivazione di un gruppo per i ‘datori di cura' (genitori o educatori), avente come scopo il confronto sulle difficoltà educative e di convivenza con questi ragazzi e l'aiuto nella loro gestione. E' stata effettuata una valutazione pre e post trattamento dei ragazzi che partecipano al gruppo per valutarne l'efficacia.


•  Trattamento con la metodica EMDR

 

si tratta di una nuova tecnica terapeutica specifica per la cura dei traumi sia acuti che cronici, la cui efficacia è sostenuta da numerosi rigorosi studi e va quindi considerata evidence based (ad esempio, è inserita come tecnica consigliata nelle Linee guida del marzo 2005 del National Institute for Clinical Excellence inglese per il trattamento della Sindrome da stress post traumatico in adulti e bambini). Essa è integrabile con ogni pregressa o parallela modalità di cura psicologica e si configura come un acceleratore sul piano neurofisiologico dell'elaborazione delle esperienze traumatiche.
 

 

 

 

•  Iperico
è un prodotto fitoterapico (Hypericum perforatum o Erba di San Giovanni), noto da molto tempo per le sue proprietà antidepressive. E' stato sottoposto negli ultimi anni a serie ricerche, risultando nella gran parte degli studi più efficace del placebo ed efficace quanto i farmaci antidepressivi di sintesi nel trattamento delle condizioni depressive di lieve e moderata entità, nonché pressoché privo di effetti collaterali. Può essere somministrato anche a bambini, a dosaggio opportuno, e viene a colmare un importante vuoto, dopo che i vecchi e nuovi farmaci antidepressivi (gli SSRI) si sono rivelati talvolta dannosi proprio nei soggetti di giovane e giovanissima età. E' noto che una sintomatologia depressiva è una componente comune del malessere conseguente ad esperienze traumatiche o sfavorevoli infantili. Essa costituisce anche un ostacolo alla psicoterapia in quanto determina un minore investimento sul processo personale di risanamento. Ci attendiamo quindi dalla terapia con iperico un miglioramento del tono dell'umore e una facilitazione di tale processo.

•  Accompagnamento giudiziario
Il minore vittima di maltrattamento e/o abuso sessuale può essere coinvolto in diverse esperienze giudiziali, come vittima, testimone, indagato, portatore di opinioni. L'accompagnamento giudiziario ha come obiettivi:

  1. la predisposizione delle condizioni necessarie all'esercizio dei diritti del minore:

    1. ad essere informato circa la portata delle esperienze giudiziali che lo attendono
    2. ad essere informato circa le conseguenze giuridiche delle proprie azioni in giudizio
    3. ad esprimere la propria opinione nei diversi contesti giudiziari in cui viene coinvolto
  2. la costruzione di una sintesi circa le diverse esperienze in giudizio del minore al fine coordinare le diverse azioni proponibili in modo coerente e conforme all'interesse del minore

  3. creare uno scambio virtuoso di informazioni con chi si occupa dell'accompagnamento pedagogico e con chi si occupa dell'accompagnamento clinico del minore.

  4. scongiurare, per quanto possibile, che le esperienze giudiziarie costituiscano una nuova occasione di vittimizzazione.

In ordine agli obiettivi sopra descritti, é stata messa a punto di una prassi replicabile, che comporti un numero contenuto di incontri (in media 5) del minore e/o delle figure adulte di riferimento con una equipe multi-disciplinare (consulente legale, assistente sociale, psicologa). Progetti simili sono da anni utilizzati in Canada e negli Stati Uniti. Nell'ambito di tale accompagnamento, sono stati predisposti alcuni sussidi da utilizzare per l'informazione del minore, diversificati per fascia di età, e degli adulti di riferimento, come già sperimentato con successo in altri Paesi.


Ulteriori interventi
sono stati effettuati nell'area psicoeducativa , con la costruzione di percorsi da effettuare in modo integrato alle attività curricolari per dare empowerment alle risorse dei soggetti vittime di esperienze sfavorevoli infantili e capacità autoriflessive sui nodi che ne ostacolano l’espressione.


Per approfondire la conoscenza degli interventi previsti in questo progetto Equal, è possibile consultare il sito
www.progettotiama.it , alla sezione Approfondimenti. 

Sono state redatte delle pubblicazioni finali sull’esperienza e sui risultati raggiunti: 

        * Ecologia della mente, n. 2/2007, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2008, sulla psicoterapia di gruppo
        * Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 17, 2008, Minori abusati e abusanti: terapia di gruppo
        * Gheno (a cura di), 2008, Quindi uscimmo a riveder le stelle, Guerini, Milano: sull’intervento psicoeducativo.
 



Per il Centro TIAMA
Dott.ssa Marinella Malacrea
(Responsabile scientifico del Progetto Equal-TIAMA)

Nota 1: Per informazioni sull'attività dei partner, si invita alla consultazione dei propri siti internet:
www.lastrada.it ; www.galdus.it ; www.esae.it ; www.cslitalia.net .

Nota 2: Purché la salda premessa sia l'approfondita conoscenza dei funzionamenti post traumatici, in generale e in quel particolare soggetto, la comunità scientifica orienta oggi all'adozione di un approccio multimodale per la presa in carico e il trattamento. Ne consegue grande libertà nell'utilizzo di tecniche e formati, da guardare come strumenti duttili, funzionali agli obiettivi da raggiungere: bisogna poter fare, ovviamente con adeguata competenza, "tutto ciò che serve". Proficua si è rivelata la combinazione di sedute individuali, diadiche, familiari, di gruppo, alternate secondo precisi progetti o anche adottate in parallelo. Analogamente, opportuno è risultato ricorrere all'uso del simbolico, anche attraverso standardizzate tecniche proiettive, per aprire accessi nuovi ai modelli operativi del bambino. Appropriato poi appare l'uso di facilitatori dell'elaborazione mentale, siano essi tecniche psicologiche attivanti (come, ad esmpio, l'EMDR) o anche farmaci.



Atti del Convegno finale - Milano 20 febbraio 2008 >>>